Ganzirri, il Peloro e lo Stretto di Messina
Il sito della riviera Nord di Messina, da Paradiso a Rodia

Ganzirri, Torre Faro, Capo Peloro: splendide località turistiche situate nella cuspide nord-orientale della Sicilia, dove sembra lentamente riemergere dalle acque la lunga catena appenninica. E’ un luogo di grande fascino, sempre immerso in una straordinaria luce. Confusa fra terra e acque, con i singolari laghetti di Ganzirri, la sua estremità individua la linea di demarcazione fra Tirreno e Ionio, vicinissima alla costa calabra e caratterizzata dall’alto metallico traliccio, entrato a far parte del paesaggio. Due litorali ne definiscono i margini, il primo sulle rive dello Stretto dove si allunga l’abitato di Messina, l’altro, a nord, presenta le spiagge più densamente popolate d’estate. Sui colli, vecchi casali conservano talvolta inimmaginati tesori d’arte.

La tecnica per la pesca del pescespada e la "Feluca"
Articolo pubblicato online il 12 giugno 2007
Ultima modifica il 15 giugno 2007
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Una delle pratiche più antiche, una pesca ormai divenuta una tradizione, è sicuramente la pesca del Pesce Spada nello stretto di Messina.

Il pesce Spada è un pesce diffuso nelle zone tropicali, subtropicali e temperate, è di grosse dimensioni, ha un corpo agile e muscoloso con pinne dure adatte ad una vita di spostamenti e di agilità, è infatti un pesce predatore e migratore. La caratteristica più importante è la lunga spada composta da materiale osseo che il pesce utilizza per attaccare la propria preda per lo più si nutre di tonni , barracuda, pesce azzurro, pesci volanti, e in caso di difesa contro uno dei suoi predatori più temibili: lo squalo.

A causa della riproduzione, nella stagione primaverile, migra, percorrendo il tratto di mare tra Scilla Bagnara e Palmi in Calabria, e poi all’inizio dell’estate inverte la rotta e costeggia lo stretto dal lato della Sicilia, ed è proprio in questo periodo che avviene la pesca del pesce Spada.

Questa pesca è antichissima ce ne parla addirittura Omero nell’Odissea e poi molti altri narratori. Fino al 1960 la pesca era effettuata con metodi tradizionali, gli stessi che utilizzavano gli antichi greci, la tipica barca utilizzata era la "luntra " o "feluca" che era manovrata da cinque rematori che facevano avanzare la barca con la poppa.

Le figure che non potevano mancare sulla feluca erano: il rematore centrale detto "u mezziere" che impugna due remi insieme, il lanciatore chiamato "u lanzaturi" che sta a poppa e tiene in mano la lunga lancia dotata di un particolare arpione per infilzare il pesce Spada non appena questo si avvicina proprio sotto la poppa dell’imbarcazione anche ad una distanza di sette otto metri, a questo punto il pesce ferito dopo avere fatto gli ultimi tentativi per liberarsi dall’arpione, comincia a galleggiare sulle acque ed allora è tirato sulla barca per mezzo di corde ed uncini. Bisogna infine ricordare la figura dello " ntinneri", ossia l’uomo posto sulla lunga antenna della feluca che fa da vedetta e segue i movimenti del pesce spada dirigendo le operazioni di avvicinamento, una volta avvistato il pesce da delle indicazioni al resto dell’equipaggio gridando dall’alto dell’antenna e sventolando una bandierina bianca.

Purtroppo oggi questa pratica continua ad esistere solo per tradizione perché è stata sostituita con pratiche molto più aggressive come le passerelle e i palangresi che catturano tutto ciò gli capita vicino dai piccoli pescespada ai tonni, ai delfini, ai balenotteri...
Il consumo del Pesce Spada è molto diffuso in Sicilia e in Calabria, dove è divenuto uno dei piatti tipici e più apprezzati, è un pesce magro a basso contenuto di grassi e altamente digeribile. Tipici piatti nella zona di Messina sono il Pesce spada "a ghiotta", gli involtini di pesce spada e il pesce spada gratinato. Proponiamo gli involtini di pesce spada alla sicilian (tipico piatto messinese).

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