Ganzirri, il Peloro e lo Stretto di Messina
Il sito della riviera Nord di Messina, da Paradiso a Rodia

Ganzirri, Torre Faro, Capo Peloro: splendide località turistiche situate nella cuspide nord-orientale della Sicilia, dove sembra lentamente riemergere dalle acque la lunga catena appenninica. E’ un luogo di grande fascino, sempre immerso in una straordinaria luce. Confusa fra terra e acque, con i singolari laghetti di Ganzirri, la sua estremità individua la linea di demarcazione fra Tirreno e Ionio, vicinissima alla costa calabra e caratterizzata dall’alto metallico traliccio, entrato a far parte del paesaggio. Due litorali ne definiscono i margini, il primo sulle rive dello Stretto dove si allunga l’abitato di Messina, l’altro, a nord, presenta le spiagge più densamente popolate d’estate. Sui colli, vecchi casali conservano talvolta inimmaginati tesori d’arte.

Il Pilone di Torre Faro
Articolo pubblicato online il 10 agosto 2007
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I cosiddetti Piloni dello Stretto sono dei tralicci in disuso della linea elettrica ad alta tensione a 220 KV che attraversava lo stretto di Messina fra la Calabria e la Sicilia. Si tratta di due torri d’acciaio indipendenti una collocata sulla sponda siciliana e l’altra su quella calabrese.

Il traliccio siciliano, detto Pilone di Torre Faro, fu progettato e costruito tra il 1948 ed il 1955 dalla Società Generale Elettrica della Sicilia (SGES).

L’inaugurazione avvenne il 15 maggio 1956, in occasione del decennale della nascita della Regione.

L’elettrodotto meritò il premio Aniai 1957 per la migliore realizzazione dell’ingegneria elettrotecnica italiana.

Il Pilone di Torre Faro è alto 232 metri; mentre il traliccio calabrese, situato sulla sommità della collina di Santa Trada è alto 224 m. Pur se dalle dimensioni ridotte, quest’ultimo supera comunque l’altezza del primo perché collocato su un’altezza maggiore.

I piloni sono stati realizzati sul modello dei piloni del primo attraversamento sul fiume Elba, in Germania e, fino al completamento del secondo attraversamento sull’Elba, hanno vantato il record di più alti piloni del mondo.

Dopo il loro completamento, la durata ed estensione delle oscillazioni delle strutture sono stati determinate in un modo molto insolito: i tecnici hanno montato tre razzi con una spinta di 9800 kN sulle parti superiori dei piloni e li hanno accesi.

I conduttori, dovendo sorpassare la superficie marina ad una quota sufficientemente alta, dovevano essere mantenuti in grande tensione per tutti i 3 chilometri della campata; per questo non furono impiegati normali cavi conduttori, ma cavi d’acciaio. La scarsa conducibilità elettrica dell’acciaio ha reso particolarmente costosa la trasmissione dell’elettricità. La resistenza richiesta alle forti raffiche di vento non ha inoltre consentito l’uso di conduttori intrecciati riducendone la capacità di trasporto. Per queste ragioni la linea è diventata presto insufficiente per l’importazione ed esportazione dell’energia elettrica.

Il Pilone di Torre Faro fu dismesso nell’agosto 1993, quando venne completata l’opera di demolizione dei conduttori che attraversavano lo Stretto; già nel 1985, infatti, era entrato in esercizio il nuovo collegamento elettrico sottomarino.

Pur non avendo più alcuna funzione pratica, i piloni non furono abbattuti, e oggi rappresentano un’attrazione turistica dello Stretto.

Nel dicembre 1999 fu inaugurato l’impianto d’illuminazione del Pilone con 32 fari e dopo la struttura entrò a far parte del patrimonio comunale.

Dal 2006 è possibile visitarlo salendo i suoi 1.250 scalini su rampe che sembra no sospese nel vuoto prima di arrivare in cima.

Ai suoi piedi invece di Parigi, ci sono i mari Tirreno e Ionio, i laghi di Ganzirri, il villaggio di Torre Faro ed una veduta che si estende sino alla Madonnina del Porto.


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