Ganzirri, il Peloro e lo Stretto di Messina
Il sito della riviera Nord di Messina, da Paradiso a Rodia

Ganzirri, Torre Faro, Capo Peloro: splendide località turistiche situate nella cuspide nord-orientale della Sicilia, dove sembra lentamente riemergere dalle acque la lunga catena appenninica. E’ un luogo di grande fascino, sempre immerso in una straordinaria luce. Confusa fra terra e acque, con i singolari laghetti di Ganzirri, la sua estremità individua la linea di demarcazione fra Tirreno e Ionio, vicinissima alla costa calabra e caratterizzata dall’alto metallico traliccio, entrato a far parte del paesaggio. Due litorali ne definiscono i margini, il primo sulle rive dello Stretto dove si allunga l’abitato di Messina, l’altro, a nord, presenta le spiagge più densamente popolate d’estate. Sui colli, vecchi casali conservano talvolta inimmaginati tesori d’arte.

IN VIA DI DEFINIZIONE IL PROGETTO DI INTERVENTO MANUTENTIVO DELL’AREA DEMANIALE MARITTIMA DI TORRE FARO
Articolo pubblicato online il 1 luglio 2011
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È stato trasmesso alla Provincia Regionale di Messina, dall’assessore alla manutenzione Pippo Isgrò, il progetto di intervento manutentivo dell’area demaniale marittima adiacente a via Fortino - Torre Faro. All’inizio della prossima settimana l’Amministrazione di Palazzo dei Leoni restituirà gli atti per il previsto avvio dei lavori. Il progetto prevede la realizzazione di opere che precludano l’accesso ai mezzi meccanici nell’area demaniale marittima sottostante il "Pilone" e la realizzazione di opere di arredo urbano consistenti nella costruzione di una pedana su una struttura già esistente; l’installazione di un gazebo in legno; la demolizione di manufatti precari esistenti e la realizzazione di un’aiuola circostante il cosidetto "lanternino". Nell’area di Capo Peloro, ove sono stati liberati dalla sabbia i tre cannoni comunemente conosciuti come i "cannoni di Garibaldi", nei mesi scorsi è stata infatti recuperata, anche una antica postazione di segnalamento, ormai quasi del tutto scomparsa, che fu operativa quale segnalamento marittimo nello Stretto prima del 1935, anno in cui fu riattivata la lanterna di Capo Peloro, in disuso dopo il sisma del 1908. L’intendimento dell’assessore alle politiche del mare, Isgrò, è di ricostruire la struttura, costituendo insieme ai tre cannoni, un momento espositivo per ricordare le vicende del particolare sito sullo Stretto di Messina. Il segnalamento marittimo doveva costituire, per i naviganti dello Stretto di Messina, un punto di riferimento per condurre in sicurezza la navigazione, in vista di una zona particolarmente insidiosa della costa per le forti correnti marine presenti. La torre del faro di Capo Peloro è sempre stata infatti, anche per tali motivi, uno dei più importanti del Mediterraneo ed è fatta risalire al XII secolo, anche se l’estrema punta della Sicilia potrebbe essere stata sede di segnalamento marittimo in epoche più remote.


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